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Maurizio Piazza
(2006)

 

 


 


 


Le note biografiche, soprattuto per chi legge, non sono mai di per se molto interessanti.
Per essere sintetici direi che, per quanto mi riguarda, il cuore della questione è la "ricerca", o meglio l'"esplorazione", e la musica ed il suono ne sono il mezzo privilegiato, anche se i miei inizi, negli anni '70, sono teatrali. Per intenderci, quel teatro che si rifaceva a Grotowski ed al "teatro sperimentale" di allora. Tuttavia non c'è voluto molto a capire che ciò che mi toccava più profondamente era il suono ... ed il silenzio che ne derivava.

L'incontro nel 1976 con Franco Battiato per la realizzazione di "Baby Sitter", quello che lui stesso definiva uno spettacolo di "musica teatrale", funzionò da catalizzatore per la mia formazione e per nuove aperture. Il mondo culturale milanese e le sue "avanguardie" artistiche si mescolavano con la musica dei minimalisti americani e con quella "contemporanea"; il teatro proponeva Bob Wilson, Meredith Monk, ma anche i Magazzini Criminali ed il Kathakali indiano. Nei tanti spazi "underground, ma anche in quelli istituzionali, si poteva assistere a "perfomances" d'ogni tipo e soggetto, frutto di complesse, e a volte ingenue, contaminazioni. Il tutto venne poi  rielaborato fino a trasformarsi in musica pop (oggi si direbbe rock) o prodotto televisivo e cinematografico.
Per me continuò ancora per poco il teatro, anche se sempre più vicino ad una scrittura "musicale", fino al suo abbandono all'inizio degli anni '80, per dedicarmi alla musica ed in particolare alla ricerca ed alla composizione.

Gli studi di armonia ed il pianoforte si affiancavano all'uso dei sintetizzatori, prima, e dei computer, poi. Dalle sovrapposizioni su nastro col Revox A77, all'hard-disc recording, dai collage con i suoni "rubati" alle radio in onde corte, al mondo sonoro e libero di internet; sono solo pochi anni di storia, ma un abisso per chi, come me, lavora sulla composizione musicale e sonora.

Questo sito vuol essere una testimonianza diretta di questo percorso e di questa '"esplorazione" che, con gli strumenti espressivi della propria epoca, tende alla ricerca dell'umana essenza.

Maurizio Piazza

   
   
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